IL TEATRO METROPOLITAN
Settembre 1953
Il complesso èappesantito dalla inevitabile burocraza dei grandi Enti di questa specie.
Vi si muovono circa 750 persone, di cui 300 cantano e suonano, altre sono impiegati, maschere, elementi di servizio.
L'orchestra èdi 90 professori, 78 sono i coristi, 36 il corpo di ballo.
Con le comparse si supera il numero di 200 individui sulla scena per opere con l'Aida.
E' non èuna cifra strepitosa. Ma benchèl'amministrazione si svolga sul piede della piùstretta osservanza, gli incassi non bilanciano le spese. Il deficit del Metropolitan ogni anno si aggira su milione di dollari, pari a 630 milioni di lire italiane.
Pagano i sottoscrittori del Metropolitan dentro e fuori New York, per l'orgoglio di avere negli Stati Uniti uno dei maggiori centri dell'arte lirica.
Le rappresentazioni tendono al grandioso, che peròrisulta metodico e abitudinario, secondo lo standard di ogni affermazione collettiva americana. I solisti chiamati quindi di volta in volta per le parti principali restano fuori fuoco rispetto al complesso di casa, cui difetta la messa a fuoco per il rispetto in sede esecutiva.
Vi influisce èvero l'atmosfera vecchiotta del teatro, trasferita erroneamente per rispetto alla tradizione, dalla cornice della sala sul palcoscenico. Là, dove la genialitàdi un'innovazione e la raffinatezza di un particolare darebbero un'impronta d'eccezione all'effetto che essi ricercano solo nell'immagine del grandioso. L'unica novitàdi regia ènella Carmen.
Invece che far passare sulla scena i soldati, i banderilleros e i piccadores a cavallo, la folla giàdentro l'arena, si affaccia dalle balconate e saluta il corte dei toreros come se si sfilasse effettivamente nella plaza, ossia in platea. Questa innovazione èdi grande effetto.
Poi le ringhiere scivolano via, e resta la scena libera per la tragedia finale.
Le opere di repertorio piùrichieste e applaudite in America sono quelle di Verdi e Puccini.
I cantanti scritturati appartengono al giro internazionale della Scala, dell'Opera di Roma, del S.Carlo di Napoli, dell'Accademia di Barcellona, del Cover Garden di Londra. Notissimi Tagliavini e Pia Tassinari, Del Monaco, Prandelli e il basso Cesare Siepi, specie nel Don Giovanni, dove in luogo delle barbe venerande cui lo obbliga la sua voce, èapparso con un intraprendente pizzetto sul suo mento non ancora trentenne.
Fedora Barbieri èfesteggiatissima negli Stati Uniti. Ebbe l'onore di inaugurare la stagione del '50 col Don Carlos, nel '52 ha cantato per la prima volta l'Aida a S.Francisco la Cavalleria Rusticana senza prove, per rimediare generosamente ad un'improvvisa sostituzione del cartellone.
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