Gala Fracci
15 maggio 2025
Anche nella Stagione 2024/2025 prosegue il tributo della Scala e dei suoi artisti a Carla Fracci, che è stata e rimane una figura cardine della storia della danza. La sua è una storia di talento, ostinazione e lavoro che ha ispirato e tuttora ispira generazioni di giovani, non solo nel mondo del balletto. Per onorare questa stella leggendaria, il Direttore del Ballo Manuel Legris ha voluto istituire in ogni Stagione un Gala e celebrare, nel suo nome, la danza;appuntamento attesissimo e imperdibile per ammirare artisti della Compagnia e artisti ospiti, in una splendente costellazione tra novità e grande repertorio.
PAQUITA
dall'11 al 25 giugno 2025
In una pittoresca Spagna del diciannovesimo secolo, durante l’occupazione napoleonica, l’amore contrastato tra l’ufficiale francese Lucien d’Hervilly e la zingara Paquita è coronato da giuste nozze dopo varie peripezie e disvelamenti. Specialista nella ricostruzione di balletti del repertorio romantico, nel 2001 Pierre Lacotte recupera il patrimonio perduto e dà nuova vita a questo storico titolo che rompe il clichè del ballet blanc, incentrandosi su una vicenda realistica e una protagonista in carne ed ossa. Una trama articolata al servizio di una entusiasmante vetrina di grande danza, lirismo e virtuosismo;in omaggio a Pierre Lacotte recentemente scomparso, un nuovo importante debutto per la Scala e il suo Corpo di Ballo, che aggiunge ora al suo repertorio, e con un nuovo allestimento, la sua prima Paquita.
LAGO DEI CIGNI
dal 7 al 18 luglio 2025
“Il lago dei cigni è per me un lungo sogno del principe che, nutrito di letture romantiche che hanno esaltato il suo desiderio di infinito, rifiuta la realtà del potere e del matrimonio che gli impongono la madre e il precettore. È lui, quindi, che, per sfuggire al malinconico destino che gli si prepara, fa entrare nella sua vita la visione del lago. Nella sua mente nasce un amore idealizzato e la proibizione che esso comporta:di qui il cigno nero e Rothbart, figure speculari, trasposizioni negative del cigno bianco e del precettore. Quando il sogno svanisce la ragione del principe non potrà sopravvivere”. Nella lettura di Rudolf Nureyev al centro di tutte le linee drammaturgiche è Siegfried, principe romantico dall’animo malinconico e meditativo. Una versione introspettiva e complessa sul piano tecnico e interpretativo, che omaggia la storia, la tradizione e il grande repertorio nelle iconiche figurazioni dei candidi cigni.
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