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   Sipari e teatri 1952stampa

Recensione dagli archivi del Foyer della Danza di Varese:

SIPARI E TEATRI
Aprile 1952


Si usava talvolta la parola siparium per designare il proscenio libero sul quale si eseguivano i brevi spettacoli mimici, nonchè l'insieme generico di questi spettacoli stessi.
Contrariamente a quel che si crede il teatro antico ebbe, dunque gli stessi nostri sipari. Il Teatro Greco di Siracusa porta ancora davanti, un taglio lunghissimo, che serviva appunto a sprofondare il tendone che, con corde a carrucole issate lateralmente in cima a sustacchine, veniva alzato e abbassato.
Dapprima questi furono delle semplici tele, in un secondo tempo, crescendo nel mondo ellenico e romano il gusto per le tappezzerie orientali, la cura artistica impiegata nella costruzione di queste ultime, venne ammessa anche alla fabbricazione degli immensi aulaea dei teatri per masse e, con più fine gusto ancora, nei piccoli aulaea o siparia dei teatri da camera, che i Romani hanno avuto nelle grandi case, destinati principalmente alle rappresentazionifatte dai mimi domestici filodrammatici.

sipari e teatri 1952

 

Di nessun pittore per sipari dell'antichità ci è pervenuto il nome.

Le ultime rappresentazioni teatrali meritevoli alla fine del IV secolo dell'E. V. venivano eseguite in qualche grande città principale come Thamugadi, (Numidia) o Leptis Magna ( Libia ), ma non più a Roma, nè ad Alessandria, nè ad Antiochia.

Più tardi esse finiron dovunque e tale cessazione procedette di pari passo col generale rimbarbarimento che caratterizza la prima età medioevale.
Quando il teatro cominciò parzialmente a risorgere con le rappresentazioni di misteri, la tecnica di fortuna dovuta usare nelle piazze e la concezione della scena simultanea cioè del panorama di luoghi deputati o della sovrapposizione delle mansioni, non favorì l'uso dei sipari.
Essi non vennero usati nemmeno nelle scene montate su carro.
Quelle nei baracconi avranno avuto forse uno straccio per non mostrare avanti ciò che doveva costituire l'interesse di dopo.
In certe stampe del primo Seicento si vede appunto una tenda che copre la scena rudimentale della baracca comica.
E' in quel modo che anche nei secoli addietro veniva risolta la necessità del sipario nel teatro profano.
Il Medioevo è un periodo sul quale spesso bisogna procedere per supposizioni, come per il periodo del teatro greco che va da Omero al XVII secolo a.c.
Comunque se pur qualcosa di simile ai sipari vi fu nel tardo medioevo, essi furono destituiti di qualunque carattere artistico.
Non fu quindi Raffaello ad inventare la tela dipinta che cade. Raffaello era l'archeologo pontificio: conosceva Vitruvio e conosceva bene gli usi degli antichi. Comunque la notizia che Raffaello abbia per prima preparato una tela dipinta in occasione della rappresentazione della commedia "I suppositi" dell'Ariosto nel 1519 va presa commedia che soltanto allora il sipario riacquistò l'importanza avuta nell'antichità ed alla fattura tornò a presiedere l'opera dell'artista oltre quella del tessitore o del meccanico.
Dall'Italia l'uso si sparse rapidamente per tutta l'Europa. Il Mercure de France del 1615, descrivendo la grande sala del Petit Bourbon informa che quel grande teatro aveva, en bas une grande nuèe qui cachait toute la scene afin que les spectateurs ne vissent rien jusq'ua temps necessaire.
Ben presto, si comprese quale importanza fosse destinata ad assumere quella tela dipinta.
Il sipario apre il mondo illusorio al mondo reale e considerando quale grande importanza per il successo hanno le rapide e tempestive chiusure, o le favorevoli prime impressioni di sorpresa, viene che il funzionamento del teatro è importantissimo e deve essere perfetto. Nulla è più pericoloso di un sipario che s'intoppa e che non viene giù.

 

 

 

 

 

 



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