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GRAN BRETAGNA

musica gran bretagna
Recensione dagli archivi del Foyer della Danza di Varese:
MUSICA IN GRAN BRETAGNASettembre 1953
La vitalità dell'odierna vita musicale britannica è dimostrata dall'accresciuto numero e dalla migliore qualità delle sue orchestre. Mentre nella prima decade del secolo vi erano in Gran Bretagna solo due orchestre permanenti di una certa importanza - una a Londra, l'altra a Manchester - ora ne esistono almeno undici, di cui sei fuori di Londra.
Ve ne sono inoltre svariate altre più piccole, specializzate in musica orchestrale da camera.
E che dire della loro qualità? Si può affermare senza tema di smentite che le orchestre britanniche hanno acquistato, attraverso la radio, il grammofono, e le tournées all'estero, una fama internazionale, che, secondo l'opinione di molti critici stranieri, uguaglia e talvolta supera quella di alcune orchestre continentali dal lungo e glorioso passato.
Alla fine del secolo scorso il pubblico britannico tendeva a considerare un'orchestra permanente più un lusso che una necessità culturale.
Questa contrarietà verso le orchestre permanenti sul tipo continentale era basata soprattutto sul fatto che la tradizione musicale inglese era in parte vocale.
Mentre per l'Europa, e specie per l'Europa centrale, il secolo XIX è stato il secolo della musica orchestale, in quello stesso periodo in Gran Bretagna si continuò a coltivare la musica corale - eredità di Haendel - che eccelse nei grandi cori, orgoglio della vita musicale del paese.
Ciò spiega la mancanza, in Gran Bretagna, della ininterrotta tradizione di musica orchestrale esistente invece nelle altre nazioni europee.
Contro la creazione di orchestre permanenti militò anche, fino a poco tempo fa, l'assenza di importanti appoggi statali e municipali. E' insito nel carattere inglese di lasciare le questioni artistiche in mano ai privati e di non gradire l'intervento delle autorità.
Ma le condizioni economiche del dopoguerra hanno mutato questo stato d'animo. Con la formazione del Consiglio delle Arti, lo Stato ha ammesso di dover appoggiare, con la concessione di sussidi annuali, in gran parte riservati alle varie orchestre, le manifestazioni culturali.
Questi mutamenti sono, per la Gran Bretagna, veramente rivoluzionari, e per rendersene completamente conto bisogna riportarsi al modo fortuito e disordinato con cui era coltivata nel secolo XIX secolo la musica orchestrale.