Opere nel 900
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CRONACHE SPETTACOLI ROMA
Recensione dagli archivi del Foyer della Danza di Varese:
RomaCronache spettacoli settembre 1953
I venti capo cronisti dei venti quotidiani romani si sono dati un bel da fare negli anni scorsi, per cercare di realizzare un'attività teatrale (musicale, di prosa, operettistica e di varietà) per allietare la Roma estiva. Bisogna riconoscere che sono pienamente riusciti nel loro intento e, infatti, la Roma del luglio - agosto 1953 non ha niente a che vedere con quella degli stessi mesi del 1952.
Prendiamo una domenica qualsiasi, compresa nel breve giro di questi sessanta giorni e vediamo che cosa succede nei locali romani "all'aperto".
Alle terme di Caracalla, esecuzione di Tosca (preceduta e seguita da un'esecuzione di Cavalleria Rusticana e di Pagliacci al sabato e di un Trovatore il martedi) alla Basilica di Massenzio concerto sinfonico con l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia diretta dal maestro Pietro Argento: ad esso prende parte anche il pianista spagnolo Eduardo del Pejo che interpreta due Concerti di Beethoven e di Listz.
Passando oltre, osserviamo la locandina del Nuovo Teatro dei Settemila che si è recentemente aperto nella sede dell'E.A. 53: qui c'è lo spettacolo delle "Vacanze sul ghiaccio" danze, acrobazie e riviste che richiamano una grande folla.
Più avanti, sul Colle Oppio, proprio di faccia al Colosseo, si svolge un Festival dell'Operetta, con l'esecuzione nella giornata di domenica da noi presa a modello del "Paese dei campanelli" prima e della "Danza delle libellule" poi mentre è già annunciata una "Vedova Allegra".
No, non è finito: al Teatro della Casina delle Rose c'è una "Fantasia 1953" con attrazioni e danze d'ogni genere, in Trastevere, una manifestazione folcloristica genuina - e perciò interessantissima - di folclore romano, al Belvedere delle Rose, sulla via Cassia, rappresentazione della rivista "Mais pourquoi allez-vous à Paris? Con tutti artisti francesi.
E ci fermiamo qui, altrimenti dovremmo nominare ancora una decina di locali all'aperto dove vengono eseguiti spettacoli di prosa, di varietà o ove si danza e si balla fino a notte inoltrata. Insomma Roma estiva è diventata una festa di musiche.
Nei teatri all'aperto estivi - vedi Roma e Napoli e forse qualche altra città che ora ci sfugge - tornano con notevole frequenza La Gioconda di Ponchielli e i Pagliacci di Leoncavallo.
Questo ritorno segna anche, immancabilmente, l'apparizione delle solite stroncature da parte della critica.
I critici non amano nè la prima nè la seconda opera e non si può dar loro tutti i torti poichè la Gioconda quanto i Pagliacci, assommano non piccoli difetti.
Alla Basilica di Massenzio si è avuto un esperimento di una certa importanza che merita un pò di attenzione, anche se il tentativo non è riuscito.
Dunque, a metà luglio, la severa Accademia di Santa Cecilia ha voluto ingaggiare la Società Corale viennese Bachgemeinde diretta dal maestro Julius Peter,un complesso che esegue musiche classiche, popolari e danze.
Non si può sempre stare a sentire una Sinfonia di Beethoven o un Concerto di Brahams e, specialmente all'aperto, non è il caso di insistere su di un pianoforte solo, come è stato nei riguardi di Eduardo del Pejo. Cori popolari e danze fra quelli preferiti dalla Bachgemeinde?
Siano i benvenutio, ma a patto che si tratti di un'esecuzione di prim'ordine, dal momento che oggi non mancano davvero complessi composti anche di dilettanti che eseguono alla perfezione cori e danze di carattere popolare o popolaresco.
Invece l'Accademia romana si è accontentata di esecutori mediocrissimi.