Home page
Chi siamo
Storia della Danza
Trame balletti
Terminologia
Coreografi
Video Foyer
Foto
Saggio 2010
CRONACHE SPETTACOLI FIRENZE


Sezione:

CRONACHE SPETTACOLI FIRENZE

Recensione dagli archivi del Foyer della Danza di Varese:

Cronache spettacoli

Firenze 1953

Non appena le ultime note dello spettacolo conclusivo del " Maggio musicale fiorentino" abbandonano le stellate e misteriose verzure del grande parco di Boboli, ecco che il Cortile di Palazzo Pitti - ubicazione artistica non meno affascinante e suadente, soprattutto all'orecchio dei mille e mille turisti stranieri, dell'attiguo giardino - diventa tradizionalmente il luogo di raccolta di quelle "Serate musicali fiorentine" alle quali, già da qualche anno, va attendendo l'A. I.D. E.M ossia l'Associazione italiana diffusione educazione.

Questa iniziativa sorse a Firenze già nel 1949 promossa da alcuni appassionati musicofili giustamente desiderosi di propagandare anche in zone neglette ed accantonate lo sviluppo dell'educazione musicale, con particolare riguardo alla musica classica. Difatti fu organizzata allora, un'orchestra di oltre ottanta elementi che sotto la guida di Carlo Zecchi tenne applauditi concerti.

Peccato, in un certo senso, che questo progetto inaugurale e fondamentale abbia praticamente esaurito, per lo meno a quanto consta, il suo magnifico risultato nella prima annata.

Ché, dopo, l'A.I.D.E.M - pur non abbandonando qualche meritevole iniziativa periferica - ha preferito concentrare tutta la propria attività in Firenze, luogo di nascita dell'associazione, attuando, nel periodo estivo, una lunga e meritevole serie di manifestazioni.

Peccato, si dice, soltanto in riguardo al fatto che la provincia, solitamente troppo trascurata dal mondo musicale, non benefici più delle bellissime promesse e dei primitivi lusinghieri, elogiabili conseguimenti ottenuti dall'A.I.D.E. M - nel suo primo anno di esistenza.

Ma adesso vediamo quel che l'associazione ha fatto - e tuttora va facendo - a Firenze dal 4 luglio in giù.

Si sono susseguite nel Cortile di Palazzo Pitti ( e in caso di pioggia, al Teatro della Pergola) svariate e varie manifestazioni.

Poi, dopo alcune serate di danze, dopo manifestazioni sinfoniche "recitals" a programma diverso, ecco l'A.I.D.E.M, fedele alla produzione classica nostrana, attendere allo svolgimento di un "Festival di musica italiana antica" per la concretazione del quale artisti particolarmente qualificati sono stati riuniti a Firenze.

Senza dubbio la palma spetta a Fernando Germani, in questa sede, che, sull'Organo della Basilica di Santa Croce, ha imperiosamente signoreggiato con un programma davvero raro per squisitezza di pagine prescelte. Roberto Lupi, tra i direttori d'orchestra, merita al solito un cenno particolare, per l'impegno, la coscienza, la serietà di cui va continuamente dando atto.

Ne risentono felicemente, in tal senso, i programmi da lui compilati che saggiamente si inseriscono entro un omogeneo ambito nel quale cultura e stile si accompagnano senza squilibrio e senza deleterie sopraffazioni.

Aladar Janes è un giovane direttore che è piaciuto per la foga interiore che non diviene mai volgarità. Nè si potrebbe mai dimenticare l'apporto - tutto "mozartiano", naturalmente - di Bernhard Paumgartner, artefice massimo e qualificatissimo - è risaputo - della vita musicale di Salisburgo.

Tra i solisti menzioneremo il violinista Riccardo Odnoposoff, la pianista Antonella Drago.

La direzione artistica dell'Ente Autonomo del Comunale di Firenze, attende tradizionalmente, e cioè dalla ripresa postbellica del 1947 alla effettuazione della "Sagra musicale umbra". Va detto che questo festival, certamente più noto all'estero che in patria, insiste con encomiabile impegno in una "dirittura" di programmi" che danno atto del sapere, della consapevolezza, della disciplina estetica di chi, via via attende alla compilazione dei medesimi.

Giunta ormai alla sua ottava edizione, la "Sagra" 953 si svolgerà tutta a Perugia con manifestazioni attuate per lo più nella Basilica di San Pietro, in alcuni casi nella sala dei Notari.

Il programma articola due momenti determinanti: il classicismo - per così dire - italiano (nel duplice aspetto sei - settecentesco) e il romanticismo d'oltre Alpe.

Alla musica contemporanea (per la quale Perugia, in passato, ha predisposto ogni cura, pur senza avere nel suo compito programmatico, elementi precisi in materia come altri festivals nazionali o stranieri) due soli omaggi corposi: a Paul Hindemith ( con prima esecuzione in Italia della Cantata per la speranza) e a Lorenzo Perosi - per festeggiare gli ottanta anni del compositore - con la ripresa della significativa e mal conosciuta "Passione di Cristo".

I classici nostrani sono Monteverdi (canzoni "spirituali" - revisione Vito Frazzi), Alessandro Scarlatti (oratorio per la SS.Trinità, (revisione Giuseppe Piccioli) Benedetto Marcello (Tre salmi n.1, 18,50 revisione Vito Frazzi) Luigi Cherubini, (Messa in re).

I "romantici" stranieri sono Schuamann ("Requiem"), Schubert (Làzarus), Mendelssohn, (Paulus) Wolf (la notte di Cristo) e Hans Pftzner (Palestrina esecuzione in forma concertistica).

CRONACHE SPETTACOLI FIRENZE