Opere nel 900
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Recensione dagli archivi del Foyer della Danza di Varese:
Il Metropolitan ultima parteSettembre 1953
Licia Albanese sostiene la intraducibilità delle opere, specialmente di Verdi e Puccini, per il carattere proprio di questi due autori e perchè nella sillaba della lingua italiana, da tutti è ammesso, sta il primo momento di musica.
Gian Carlo Menotti è rappresentato al Metropolitan in inglese perchè egli si scrive i libretti in inglese e su quelli compone, ma pensa in italiano e questa "riserva mentis" gli permette di tradurre in italiano le sue opere, con la facilità di un italiano che parla e conosce e scrive la sua lingua.
Perchè non traducete Wagner in inglese? - chiese Licia Albanese. Perchè i suoi concetti sono troppo alti. Bella scusa!
Risponde. Scrivete delle opere americane e fate dei concorsi per ammetterle al giudizio del pubblico. Proprio Gatti Casazza al Metropolitan ne ha varate parecchie.
Io ammiro Gershwin, Kern, Porter e Rodgers il Puccini degli Stati Uniti. Ma sono nata nel paese dove è nato il melodramma e finchè vivrò canterò le opere italiane in italiano.
Ernest Newman del London Times sostiene la sua tesi: ogni lingua ha la sua fonetica che diventa la materia prima musicale.
Tradurre sarebbe dissolvere questa unità organica.
L'esperimento scopre un'altra verità nelle riserve razziali del signor Bing.
Già i cartelloni del Metropolitan presentano un elenco di cantanti americani che supera quello degli italiani.
Avverrà il totale ostracismo? Traducendo le opere italiane il Metropolitan intende riscattarsi dagli artisti italiani per sostituirli con quelli di casa, e la tradizione del bel canto se ne andrà a scapito di ogni dell'arte, e con mortificazione dei nostri connazionali d'America.
E, come la lingua, ormai perduta in Africa, un'altra bella cosa verrà limitata gli angusti confini della penisola.