Danza e Opere nel 900
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CRONACHE TEATRO MILANO III PARTE

Il ratto del serraglio alla Scala

Bozzetto di Ratto per la terza scena dell\'opera Ratto dal serraglio di Mozart
Recensione dagli archivi del Foyer della Danza di Varese:
CRONACHE STAGIONI TEATRALI OPEREMILANO ( terza parte)
Aprile 1952
La musica di Rossini è sempre un raggio di sole. Mozart anche nel Ratto dal serraglio è il poetico raggio lunare di una serena notte di aprile. Serena..
Ecco la gran parola del mistero mozartiano.
E proprio dalla serenità che fiorisce tutto il suo incanto. E nulla, nulla adombrava la sua serenità: neanche la morte.
C'è una sua lettera illuminatrice: Come la morte a guardarla da vicino è il vero scopo della vita! Io mi sono talmente familiarizzato con questa vera e perfetta amica dell'uomo che la sua immagine non solo non mi fa paura, ma mi appare molto consolante.
Ringrazio Dio di avermela fatta conoscere come la chiave della nostra felicità: per questo non sono mai triste anche la penso sempre."
Non stilizzata l'edizione scaligera ad onta degli sforzi.
Difficile, difficilissimo improvvisarsi mozartiani e deve averlo riconosciuto anche la doviziosa Callas.
C'era però Baccaloni, il Baccaloni tanto rimpianto nei suoi lunghi anni di assenza.
Tutt'impegno la Menotti, il Prandelli, e il promettente Munteanu.
Dirigeva Perlea in sostituzione dell'ammalato Dobrowen, regia di Ettore Giannini.
Ma i registi musicali non esistono più? Armoniosissimi invece le scene e i costumi. E sien grazie ai Numi.
Serata gioiosa quella del secondo spettacolo dei Balletti. La Scala ha affrontato il "promiscuo" e non propri spettatori le avranno dato ragione.
Accanto ai balletti "celebrali" ha messo Coppelia del vilipeso ma attraente Delibes. Ottocentismo qua e là idealizzato ma sempre ottocentismo.
Alla personalità del Millos non sono mancati del resto altri soggetti di esperimento: Riflessi d'oblio e Bolero su musiche di Respighi e Ravel.
Meno bizzarra del titolo la coreografia del primo che evoca visioni lontane ispirandosi alla danza pura, astrattamente spettrali e drammaticamente intraviste le figure del secondo.
Per la prima volta alla Scala con il Balletto Imperiale è venuto Balanchine, il continuatore di Petipa.
E si è ancora discusso il suo neoclassicismo, che accarezza soprattutto il movimento e oscilla fra il poetico e l'accademico.
Musica russa, si capisce ma di Ciaicowski.
E checchè si dica, non è poco.
In Coppelia ha brillato la nuova stella Ethery Pagava. Fuori Scala va segnalato lo spettacolo dell'Angelicum con il Maestro di Cappella di Cimarosa e il dugestesco Jeu de Robin et de Marion di Adam de la Halle elaborato da Mompellino.
Spettacolo di interesse culturale che onora il maestro Gerelli.
Protagonista cimarosiano il Maugeri: una meraviglia.
Qualche cantante-attore l'abbiamo dunque ancora.