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Saggio 2010
CRONACHE TEATRALI STATI UNITI


Sezione:

CRONACHE TEATRALI STATI UNITI

Recensione dagli archivi del Foyer della Danza di Varese:

Cronache teatrali ed opere

Stati Uniti

Aprile 1952

Mentre il Metropolitan ha continuato a rappresentare opere di repertorio ( per un buon terzo verdiano), la New YorkCity Center Opera Company, si mostra più smaliziata ed audace, alternando a lavori ormai provati e riprovati dal tempo molte novità del nostro secolo.

Il 27 marzo è stata la volta di The Dibbuk, la nuova opera del compositore americano David Tamkin.
Non si tratta di una prima assoluta, ma quasi essendo il lavoro stato sfornato lo scorso anno allo stesso City Center.
La storia di Dibbuk ha di per sè il potere di attrarre l'attenzione del pubblico; la musica e la scena a dir la verità contribuirono solo in parte a rafforzare detta attenzione; Tamkin in particolare non sembra aver colto tutto il senso oscuro e misterioso del dramma, quantunque specie nel secondo e terzo atto, non si può negare abbia qualche volta indovinato le parti.

Per quanto riguarda l'esecuzione, efficaci Mark Harrell e Wilma Spence rispettivamente quali Rabbi Azrael e Leah, meno conscio della sua difficile interpretazione Lloyd Thomas Leech nella parte di Channon.

Ottima la bacchetta, Joseph Rosenstock.

Ancora al City Center, il 28 marzo: L' Amore delle tre melarance di Prokofieff. Un'esecuzione davvero di non grandi pretese, chiamandola così di repertorio e veramente tale è stata per il City Center, quantunque questa parola suoni "barbara" a noi italiani poco abituati al "repertorio contemporaneo".

L'attività musicale è stata piuttosto intensa anche nella relativamente piccola New Haven, piccola ma assai famosa come centro di studi, grazie in particolare, alla Yale University che tra l'altro vanta una scuola di musica assai rinomata.
Due parole su un concerto di musiche spagnole del XVI sec al Jonathan Edward College.

Il programma era molto attraente , ma l'esecuzione è stata una grande delusione dal principio alla fine. Si è cercato all'inizio, in una non breve prolusione, di illustrare questa musica alla luce di particolari studi (storici, formali, interpretativi) fatti dalla stessa soprano che doveva eseguire questa musica.
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