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Saggio 2010
CRONACHE TEATRALI INGHILTERRA


Sezione:

CRONACHE TEATRALI INGHILTERRA

Recensione dagli archivi del Foyer della Danza di Varese:

Cronache teatrali ed opere

INGHILTERRA

Aprile 52

Marzo è stato il mese degli italiani. Perchè tutta si è accentrata in loro, compositori, esecutori solisti ed interpreti nei suoi momenti migliori, la pur debole vita musicale britannica nel mese decorso.

Degli italiani venuti quassù il più benemerito ed operoso è stato indubbiamente il maestro Gui.
Le sue relazioni personali ed artistiche col mondo britannico risalgono come Gui medesimo si è compiaciuto di ricordare ai microfoni di Radio Londra all'ormai remoto 1911, quando Elgar andò a Torino a dirigervi per uno dei concerti della stagione dell'Esposizione le proprie Variazioni Enigma.
Ha eseguito musiche di Sir Arnold Bax e ha riannodato amicizie e contatti sia col direttore sia col mondo teatrale britannico che già l'ebbe nell'anteguerra per due stagioni a Covent Garden e nel primo dopoguerra al Festival di Edimburgo per inscenarvi Così fan tutte.

La ripresa dei contatti è tanto più urgente e importante in quanto già fervono i preparativi per la stagione di Glyndebourne, fra il 20 giugno e il 20 luglio nel corso della quale Gui si è impegnato a dirigere la Cenerentola di Rossini e il Macbeth verdiano.

Quanto più dopo la mancata inaugurazione del Festival Hall, il maggio scorso tramonta in cuore agl'inglesi la speranza di rivedere tornare Toscanini, tanto si avviva la venerazione per l'uomo, il desiderio di ricevere i libri della sua biografia o i dischi della sua interpretazione.
E Newman, wagneriano, intransigente, ha tuttavia saputo rendere pari giustizia e uguale tributo di ammirazione, tanto alle esecuzioni toscaniniane, di Bayreuth, il Tristano e il Tannhauser del 1930, quanto alla recentissima registrazione italo-americana della Traviata con cui ha voluto intramezzare e concludere il proprio discorso.
In Toscanini il vecchio critico ha celebrato soprattutto l'anti-posa, l'anti-retorica, il servitore dei grandi, si che gli repugnerebbe dire come tant'altri d'una generazione più giovane: " Vieni a vedere il mio Beethoven".

Ma il servizio, la fedeltà, e l'obbedienza significano e importano, altresì la rivedicazione dei misconosciuti o degli ignoranti come disse Newman, il Cherubini che solamente grazie al genio interpretativo di Toscanini riacquistò quella statura e dignità, che era altrimenti incomprensibile il rispetto dimostratogli dal suo contemporaneo Beethoven.
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