Danza e Opere nel 900
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STAGIONE TEATRALE MILANO
stagione teatrale milano 1953
Recensione dagli archivi del Foyer della Danza di Varese:
LE CRONACHE MILANONovembre 1953
Il nuovo anno musicale milanese ha già cominciato a muovere i primi timidi passi. Tra le società concertistiche di qui la prima a rompere il ghiaccio è stata l'ARC che si è fatta avanti con un concerto di quell'eccezionale complesso belga per la realizzazione del patrimonio musicale del passato che ha nome Pro musica antiqua.
Seguiva a ruota la società del Quartetto con un complesso non di minor fama e di valore forse superiore, col Collegium musicum diretto da Fasano che ha fatto mirabilia alla Scala.
Per l'ARC suoneranno Backhaus, Iturbi, Rubistein, Serkin, Fischer, Solomon, Kempff e tra gli italiani Carlo Vidusso, Marcello Abbado, Porticaroli, Curzon, Macarini Carmignani e Pieralberto Biondi, alcuni violinisti, un violoncellista, (Amphiteatroff) due cantanti (Schwarzkopf e Munteanu) e alcuni complessi di varia formazione.
Maggiore equilibrio nel cartellone del Quartetto in cui figurano i nomi di cinque soli pianisti (Arrau, Fleisher, Gieseking, Haskil e Magaloff) di due violinisti (Stern e Toshiya Eto) del violoncellista Janigro, dei cantanti Seefried e Dieskau, e diversi due, trii, quartetto e perfino un quintetto, (il Quartetto Konzerthaus di Vienna con l'aggiunta di una seconda viola) che eseguirà i Quintetti di Brahms e di Mozart (finalmente ci sarà da ascoltare quella sublime gemma che è il Quintetto in sol minore del genio di Salisburgo).
D'intonazione poco dissimile dai precedenti, sono i programmi del Teatro del Popolo e della rinata società Grandi maestri ed interpreti che svolgerà al Teatro Manzoni la sua attività.
Un'attenzione rivolta più alla scelta delle musiche che degli interpreti rivelano come sempre iunl'Angelicum e la Polifonica Ambrosiana.
La presenza di Ghedini alla direzione artistica dell'Angelicum spiega l'interesse del programma di questa attiva istituzione.
Sono infatti annunciate riesumazioni di capolavori del passato, tra cui importanti opere sacre di Schutz, Stradella, Haydn e Mozart.
ed esecuzioni di nuovi lavori di diversi autori contemporanei tra i quali figurano Turchi, Ghedini, Giuranna, Peragallo, Zafred,Fiume ed altri.
La polifonica ambrosiana, sotto la direzione del dotto Dottor Biella, svolgerà a sua volta, un programma spaziante della trecentesca Ars Nova ai monumenti della musica classica della scuola napoletana di Scarlatti e Jommelli ed ad un concerto commemorativo di Luigi Rossi nel tricentenario della morte; fra le musiche moderne in prima esecuzione è annunciato un oratorio di Toffoletti sul pianto della madonna di Jacopone.
La Scala, che non ha mai interrotto questa sua attività,ha terminato la sua breve stagione settembrina di balletti. Stagione breve ma succosissima, che il solo New york City ballet che a fianco della compagnia scaligera ne ha sostenuto il maggior peso, ne ha fatti qualcosa come venticinque diversi balletti.
Dei quali venticinque almeno una buona metà rappresentavano un fatto artistico di considerevole importanza.
Balanchine e Robbins che del N.Y.C.B. sono rispettivamente direttore artistico e direttore artistico aggiunto hanno dimostrato di aver saputo portare la compagnia newjorkese ad un livello artistico da altri difficilmente raggiungibile.
Eccezionali sono i numerosi solisti, compatto e disciplinatissimo il corpo di ballo, ma ancora di più importanti per la genialità e la perfezione sono le coreografie veramente nuove e originali citati.
Pure la compagnia di ballo della Scala ha ottimamente figurato esibendosi in una serie di balletti già varati nel corso delle precedenti stagioni. Dopo la parentesi lariana (rappresentazioni ballettistiche e operistiche al Teatro Sociale di COmo) la Scala ha iniziato la sua consueta stagione sinfonica d'autunno con un concerto di Guido Cantelli, il quale ha messo le sue valenti doti a profitto di un programma che alla rossiniana Sinfonia della Cenerentola faceva seguire la VII Sinfonia di Schubert, Paganiniana di Casella e la Mer di Debussy.
Al secondo concerto della stagione diretto valorosamente da Raphael Kubelik ( programma: Bach, IV Suite; Beethoven, Concerto per violino; Dvorak, il Sinfonia) ha partecipato il grande Francescatti, che ha facilmente conquistato il pubblico scaligero.