Danza e Opere nel 900
Balletto Berlino Danza Cleveland Danza E Gioia Francia 1953 Germania 1953 Inghilterra 1953 Karamu House Opera Bergamo Opera Wagner Pubblicazione Ricordi Stagione Teatrale Bergamo Stagione Teatrale Milano Stagione Teatrale Roma Stagione Teatrale Venezia Stagione Teatrale Vicenza Stati Uniti 1953 Teatro Alla Scala Tristano Isotta Wagner Unione Sovietica 1953 WagnerSezione:
INGHILTERRA 1953
Recensione dagli archivi del Foyer della Danza di Varese:
INGHILTERRACronache stagione teatrale
Novembre 1953
Fra luglio e agosto il Covent Garden, in vacanza, cedette l'ambiente , il successo e i plausi alla compagnia di balletti di Nuova York e, mentre quest'ultima proseguiva alla Scala l'opera propria, riprendeva degnamente la sua funzione, che è più peculiare e sua propria del maggiore teatro d'Opera del Regno Unito per merito, stavolta di una compagnia forestiera, la prima dopo il trionfo scaligero del settembre 1950.
La compagnia di Prinzregententheater venne infatti da Monaco, a commemorare il proprio genius loci (orchestrale in gioventù, quindi direttore, ispiratore ed autore) con esecuzione delle ultime opere di Richard Strauss.
Delle tre che furono rappresentate, solamente Arabella aveva compiuto un breve debutto al Covent Garden l'ormai lontanissimo (e tra parentesi ad indicare quanto mutino stile, giudizio e gusto, giova dire che il dottissio Ernest Newman, decano e maggiore dei critici musicali britannici, si affrettò sulle colonne del Sunday Times, a bandire la propria ammirata palinodia).
Ignotissime, invece nonostante qualche radiotrasmissione occasionale o parziale, erano Capriccio e Die Liebe der Danae ( quest'ultima salvo errore, l'unica delle tre opere che abbia raggiunto e con dubbio successo, il palcoscenico della Scala).
Compagnia sostanzialmente di prim'ordine, per singolare fusione di orchestra, sotto la bacchetta del Generalmusikdirektor Rudolf Kempe e di Robert Heger che i vecchi habitués prebellici del COvert Garden ricordavano direttore di varie edizioni del Ring fra il 1925 e il 1935 per eleganza stilizzata e sintetica di mess'in scena (specialmente l'ammiratissima e davvero simbolica ed entusiasmante "pioggia d'oro" in atmosfera correggesca, della seconda scena del primo atto di Danae); o per ingegnosità satirico shaviana di presentazione, ad esempio le quattro "eroine" fedeli ed innamorate ed ironiche sedotte da Zeus ( Alemene, Semele, Europa, e Leda) in cappelino scarpette, guanti lunghi e parasole
Dunque uno spettacolo che meritava il successo donde fu coronato e lo meritava,l'avrebbe anche certamente ottenuto maggiore se gli inglesi avessero vinto non solamente certa loro indifferenza alle novità e agli alti prezzi, ( quanto siamo lontani dallo "snobismo" del "caro" ma, soprattutto avversione a chi d'oltre Manica, e più oltre Reno, pretenda venire in Gran Bretagna a dar prova di un suo humor' tra sentimentale e di parodia classica, dunque alla Bernard Shaw di "Cesare e Cleopatra" e sembri ripetere i temi e i motivi tanto, diseroicizzandoli, di Elettra e Salomè, quanto del "Cavaliere della Rosa."
Assistiamo nell'ultimo Strauss a un'autocritica, più ancora che ad un autosuperamento, alla riscoperta della sostanziale umanità e medietas delle diseroicizzate eroine del mito, le quali, quando non scadono a elemento di mera parodia e di mero contrasto, nelle allures pompose o suasive delle favorite di Jupiter, conducono al primato di Crisotemide-Danae su Elettra e quanto di Elettra tuttavia sopravvive nella fase iniziale dell'esperienza e dell'attesa.