Danza e Opere nel 900
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FRANCIA 1953
Recensione dagli archivi del Foyer della Danza di Varese:
FRANCIAStagione teatrale Novembre 1953
Sono tornati a Parigi, alla Salle Pleyel i Cosacchi del Don, diretti da Sergio Jaroff, da trent'anni in giro attraverso il mondo. La fisionomia del complesso è la stessa, o quasi.
L'uniforme nera, sempre chiusa fino al mento, militarescamente: alcuni sono canuti, altri scomparsi Sergio Jaroff, piccolo, rotondo, ha conservato lo stesso dinamismo, e dirige col capo, colle mani, con le dita, alzandosi talvolta sulle punte come un ballerino di Russalka.
Dalle melodie al pezzo d'Opera, dalla canzone popolare a quella militare e al canto sacro, la fusione dell'assieme col solista è ormai perfetta.
La fedeltà alla musica della loro antica patria perduta, fanno dei Cosacchi del Don di Sergio Jardoff uno dei più simpatici cori folcloristici del mondo. La stagione coreografica a Parigi si è aperta con una disillusione. Al Teatro Empire tutto era pronto per gli attesissimi recitals di Nova Kovach e di Istian Rabovsky, i due danzatori ungheresi pupilli del balletto sovietico e di Galina Ulanova che li fece entrare una quindicina di anni fa alla scuola della grande maestra Vaganova.
E' noto ormai come i due uccellini svezzati e fattisi le ossa, disertarono il nido nella zona est di Berlino, passando in occidente.
Annunciati con grande pubblicità a Parigi, tutto fu sospeso all'ultimo momento e le rappresentazioni rimandate a gennaio.
A Londra dove ballarono prima di venire in Francia, le opinioni dei competenti furono contrastanti.
Troppa tecnica, hanno detto gli uni, per gli altri invece la giovane Nova Kovach e il suo patner sono degli autentici prodigi.